" Memoria del vuoto "
Einaudi
Nato
a Nuoro, Marcello Fois fa parte della nuova leva degli autori
italiani di gialli di qualità. Laureato in Italianistica a Bologna
nel 1986. Le sue storie sono principalmente ambientate in Sardegna,
ma anche a Bologna e Roma. Ha vinto numerosi premi: Premio Calvino
nel 1992 per Picta, Premio Dessi nel 1997 per Nulla e anche il
Premio Scerbanenco nel
1998 per Sempre Caro. Scrittore prolifico anche
per il teatro, è stato sceneggiatore della serie televisiva
Distretto di Polizia. Vive a lavora a Bologna, è sposato con due
figli e nei ritagli di tempo si occupa anche di promuovere la
scrittura ed i giovani scrittori. |
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Nel romanzo, edito da Einaudi, la vita e le molte morti di Samuele Stocchino, che la leggenda nera del banditismo sardo battezzò «la tigre d'Ogliastra»: figlio devoto, giovane innamorato, eroe di guerra, bandito spietatissimo — un mosaico simbolico per ricostruire La memoria del vuoto.La storia inizia una notte del gennaio 1902, sotto una luna chiara e fredda. Un semplice torto — un sorso d'acqua negato a due viandanti — e Samuele, che non ha nemmeno sette anni, si trova davanti al suo destino, segnato dalla «solitudine, la morte degli affetti, il ringhio della vendetta»: segnato anche dall'eterno ritorno di quanto è già stato e ha il peso di una rima all'interno dell'esistenza.A soli sedici anni Samuele Stocchino partecipa alla campagna di Libia, dove il suo corpo impara a uccidere con naturalezza. Nella Grande Guerra rischia più volte di morire e sempre resuscita, con ferocia.La rabbia di Samuele sembra placarsi solo accanto a Mariangela, «che innamorarsi, per come la vede ora, è un altro terribile modo di perdere se stessi». Braccato, temuto, imprendibile, nel lungo periodo della latitanza Samuele Stocchino diventa «la tigre d'Ogliastra», una figura epica in bilico tra l'agiografia popolare e la mitologia del banditismo: il terrore dei possidenti che non vogliono abbassare il capo, l'uomo nero che le mamme usano come spauracchio, il bandito su cui, per volontà del Duce, pende la taglia più alta mai fissata per un ricercato. E la vita di Samuele Stocchino, personaggio storico e leggendario, risulta infine immersa, con una naturalezza originaria, in una vasta narrazione simbolica che è, essa stessa, una domanda senza risposta. |