Atzara
ha una nuova concittadina
E'
Montserrat Fornells, direttore del museo di San Sebastian
Studiosa del pittore Ortiz Echague
Giovanni Maria Sedda
ATZARA. Quei colori, nero, bianco e rosso, del costume tradizionale delle donne
di Atzara, hanno contribuito a far vivere i capolavori della pittura di Antonio
Ortiz Echague, uno dei più grandi artisti della Spagna, nella prima metà del
'900. E attraverso le tele del pittore spagnolo, il paese di Atzara e il suo
costume vennero conosciuti in tutto il mondo. E la sua opera d'arte migliore
"La festa della confraternita di Atzara" animata dai costumi di ben 17
donne, venne premiato a Madrid, nel 1921, con quella medaglia d'argento che
veniva considerata l'Oscar della pittura. E le opere di Ortiz e il suo soggiorno
ad Atzara dal 1908 al 1909, hanno ispirato la realizzazione del museo d'arte
moderna e contemporanea, intitolato allo stesso artista spagnolo. Ma il percorso
per arrivare alla realizzazione del museo e alla creazione della pinacoteca
"Antonio Ortiz Echague" è stato lungo e laborioso e passa,
soprattutto, attraverso gli studi sul pittore effettuati da Montserrat Fornells,
docente di storia dell'arte presso l'università di San Sebastian. La
professoressa spagnola ricostruì la storia del grande pittore "costumbrista",
attraverso una ricerca che la costrinse a inseguire nel mondo il vagare di Ortiz.
Quel viaggio ha portato la studiosa anche ad Atzara, dopo essere stata visitata
in Spagna dal direttore artistico del museo, il pittore atzarese Antonio Corriga.
E per aver «dato lustro con le sue ricerche e con i suoi studi al paese di
Atzara" la professoressa spagnola è stata insignita della cittadinanza
onoraria del paese del "museo dell'arte". La decisione del
conferimento era stata presa dal consiglio comunale sin dal 1995 ma la cerimonia
solenne è stata celebrata solo domenica scorsa durante un convegno sul tema
"Arte e artisti in Sardegna agli inizi del Novecento". Sono state la
professoressa Maria Luisa Frongia e la stessa Montserrat Fornells a svolgere il
tema del convegno. La docente spagnola ha anche illustrato la sua ricerca
attraverso le diapositive sulla vita di Ortiz che sono diventate patrimonio del
museo. E da domenica il paese di Atzara ha una nuova cittadina e il museo una
grande sostenitrice.
Ma come è nata l'iniziativa della cittadinanza onoraria? «L'idea - spiega la
stessa Montserrat Fornells - è stata sicuramente di Antonio Corriga che mi
vuole tanto bene. Secondo lui il paese di Atzara aveva il dovere di riconoscere
l'importanza del pittore Ortiz al quale è collegato il mio studio».
Ed è infatti vero che lo sudio della Fornells e i dipinti di Ortiz hanno
portato il nome di Atzarta nel mondo artistico. I disegni sono stati esposti in
Parigi, Amsterdam, Monaco di Baviera, Madrid, Londa e Buenos Aires.
«I critici - commenta Montserrat Fornells - sono rimasti stupiti della qualità
pittorica di Ortiz e il costume di Atzara ha fatto il giro del mondo. Ortiz è
il pittore del reale, del quotidiano, dei paesi isolati e delle persone umili.
Nel suo soggiorno in Sardegna, a Bono, Ittirio, Dorgali, Mamoiada e soprattutto
ad Atzara, Ortiz ha creato una vera scuola pittorica in Sardegna convincendo
artisti come Biasi, Floris, Ballero e Figari ha guardare alle tradizioni
popolari e ai costumi».
Cosà farà la nuova cittadina di Atzara per questo paese? «Con grande emozione
e allegria - è stata la risposta della Fornells - mi impegno ad aiutare il
comune a valorizzare il museo in modo che il paese divenga un punto di
riferimento nella cultura dell'arte pittorica in Sardegna».
Presto
il museo di Atzara si arricchirà
di una tela dipinta dal maestro Ortiz
Giovanni Melis

ATZARA. Cosa hanno in comune un pittore spagnolo, talentuoso e dal cromatismo
ammaliante, un paese del centro Sardegna con pianure dai colori cangianti, una
studiosa che insegue le tracce del primo per otto anni della sua vita ed una
pinacoteca situata nel cuore del secondo? Tutti assieme compongono un mosaico
ben definito che porta ad un unico fine, l'esaltazione dell'arte pittorica e
della magia dell'immagine racchiusa in tele preziose. Ma soprattutto ad un
investimento culturale.
Un investimento che il paese vuole fare assieme al suo museo, guardacaso
intitolato ad Antonio Ortiz Echague, maestro del pennello iberico giunto in
terra mandrolisaina appena ventiquattrenne e già capace di dipingere un
capolavoro come la «Fiesta della Confraria», un omaggio ai costumi atzaresi.
L'opera fece conoscere il paese del vino in tutto il mondo. In questo contesto
si inserisce la docente universitaria Monserrat Fornells, che ad Ortiz ha
dedicato una monumentale monografia dopo aver settacciato i luoghi in cui è
stato, nei quattro continenti.
Gli scritti della Fornells fecero conoscere Ortiz al grande pubblico e la stessa
venne scoperta dai cittadini atzaresi che la adottarono subito. Tanto da
conferirgli, la settimana scorsa, un attestato di cittadinanza onoraria, durante
un interessante convegno sulla pittura in Sardegna ai primi del novecento. In
quel periodo il mecenatismo era diffuso in paese e gli artisti erano di casa.
Almeno una ventina di pittori ha sostato su queste pianure, dipingendo lo
scenario che si presentava ai loro occhi. In questo centro è attecchita una
parte del costumbrismo sardo, i cui frutti si possono vedere nella pinacoteca
cittadina a cui tra breve si aggiungerà un'altra opera prestigiosa.
Il Comune e l'associazione che fa capo al museo stanno trattando l'acquisto di
una tela dipinta da Ortiz durante un soggiorno a Mamoiada. Il dipinto è ancora
in questa cittadina e appartiene ad una collezione privata. Altra iniziativa sarà
quella di fare un Cd rom multimediale sul museo, con fotografie di tutte le
opere e per il quale è stato contattato un autentico asso dello scatto, Giorgio
Baldini. Il tutto, parafrasando il direttore artistico del Museo Antonio Corriga,
per fare materializzare un sogno, quello di creare «un perno culturale nella
zona». Ne sono convinti anche il sindaco Luigi Todde e l'assessore alla cultura
Antonio Porcu, per il quale «Atzara, attraverso il museo, può innescare un
importante movimento che riporti gli artisti nel nostro paese».