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ATZARA E MEANA SARDO
I due Comuni si uniscono
per un progetto per i giovani
g.m.s.
ATZARA. Si chiamerà «Punto giovane». E sarà uno spazio, una vera e propria
struttura autonoma che sarà abitata e animata dai giovani. Non soltanto da
quelli di Atzara, ma anche da quelli del paese confinante e vicinissimo di
Meana Sardo. Il «Punto giovane», prima di diventare un luogo fisico, è il
titolo di uno dei tanti progetti obiettivi inseriti nei piani socio
assistenziali per i quali le amministrazioni comunali chiedono una particolare
attenzione da parte della Regione sarda e soprattutto finanziamenti
straordinari perchè finalizzati a problemi di natura singolare, o,
quantomeno, alla soluzione di problemi che affondano le radici in una
particolare condizione sociale del territorio.
Il progetto «Punto giovane» nasce da un accordo programmatico che è stato
realizzato fra le amministrazioni comunali di Atzara e Meana, che vogliono
rivolgersi ai giovani dei due centri per realizzare attività di scambio
culturale e crescita sociale, nel superamento delle condizioni di isolamento.
I due paesi si trovano, infatti, ai margini della regione del Mandrolisai
lungo la tormentata strada statale 128, che, proprio in questo tratto, è
caratterizzata dal maggior numero di curve.
L'intenzione degli amministratori comunali è stata proprio quella di
avvicinare fra loro almeno i giovani dei due paesi isolati. «Si intendono
promuovere - si legge nel progetto obiettivo «Punto giovane» - un insieme di
azioni volte al coinvolgimento dei giovani e delle istituzioni nella
programmazione di interventi e servizi in loro favore. In concreto si vuole
realizzare uno spazio fisico dotato di strumenti e arredi, dove i giovani, le
famiglie, i servizi e gli operatori operanti nel territorio possano
incontrarsi e strutturare processi di scambio e relazione al fine di
progettare azioni per l'autopromozione e autogestione delle attività».
Per la realizzazione del progetto è stato chiesto alla Regione sarda un
finanziamento di cento milioni circa. Le risorse verranno utilizzate dalle due
amministrazioni comunali che si sono consorziate nella consapevolezza che le
problematiche giovanili debbano essere affrontate comunitariamente all'interno
dello stesso territorio, senza inutili atteggiameti di competizione, per
stimolare il confronto e promuovere soluzioni complessive. Se la Regione sarda
darà ascolto alle istanze dei due Comuni si realizzera un servizio del tutto
nuovo che potrà essere esemplare anche per altre comunità.
Il Comune sta
trattando l'acquisto per il museo
Un altro dipinto di Ortiz
è in arrivo ad Atzara
Giovanni Maria Sedda
ATZARA.
Il museo d'arte moderna e contemporanea «Antonio Ortiz Echague» si arricchirà
di un'opera originale dello stesso Ortiz, il pittore spagnolo che ha dato il
nome alla pinacoteca di Atzara. Attualmente infatti nel museo si può ammirare
soltanto un quadro originale di Ortiz, «Donne di Sardegna», che però è di
proprieta del museo etnografico di Nuoro, concesso per l'esposizione in
occasione dell'inaugurazione del museo atzarese. L'altro quadro di Ortiz, che
rappresenta donne in costume atzarese durante la sagra di San Mauro, è invece
soltanto una riproduzione a colori. Ora il Comune ha deciso di acquistare un
quadro della collezione privata di una signora di Barcellona.
La trattativa, aperta tramite Monserrat Fornells, docente di storia dell'arte
all'università spagnola di San Sebastian, si concluderà quasi sicuramente a
gennaio con l'acquisto dell'opera che rappresenta «Donne di Mamoiada». La
docente spagnola, che in agosto ha ottenuto l'onorificenza della cittadinanza
onoraria di Atzara, in quell'occasione ha illustrato l'opera inserita nel
volume di un suo studio su Antonio Ortiz Echague. L'amministrazione comunale
ha già pronto il progetto finanziario per l'acquisizione dell'opera. E il
passaggio di proprietà avverrà sempre tramite la cittadina onoraria
Monserrat Fornells, che tanto ha contribuito per divulgare nel mondo l'opera
di Ortiz e con i suoi studi anche il nome di Atzara ha fatto il giro del
mondo.
Ortiz infatti è diventato famoso soprattutto per le opere realizzate durante
il suo soggiorno in Sardegna e ad Atzara in particolare. Per questo motivo il
museo è stato intitolato a lui e ora avrà anche la testimonianza di un'opera
pittorica di proprietà dell'amministrazione comunale e quindi dello stesso
museo. L'iniziativa presa dalla docente Monserrat Fornells contribuirà a far
diventare Atzara come cittadina d'arte, centro di cultura e punto d'incontro
di artisti.
Nella pinacoteca, infatti, oltre alle opere di Ortiz sono esposte anche quelle
degli altri pittori spagnoli Chicarro e De Quiros, del tedesco Shoeler, degli
altri artisti sardi del Novecento Figari, Ballero, Biasi, Delitala, Floris,
Dessì e del grande artista atzarese tuttora vivente Antonio Corriga, che è
anche direttore artistico del museo.
Atzara.
«Piero Marras. L'artista e il cinghiale» al centro dell'appuntamento
culturale
Antonello Musu presenta il
suo libro
g.m.s.
ATZARA. Il libro di Antonello Musu,
intitolato «Piero Marras. L'artista e il cinghiale», verrà presentato
domenica 2 dicembre, alle 10,30, nel centro di aggregazione sociale. Sarà un
appuntamento culturale molto importante, anche perchè, oltre all'autore sarà
presente anche il noto artista isolano.
Il libro sarà presentato dai relatori, Giacomo Serreli, giornalista, che ha
curato anche la prefazione dell'opera, Salvatore Ligios, editore del volume,
Paolo Pillonca, giornalista e scrittore e il presentatore televisivo Giuliano
Marongiu, in veste di coordinatore. Inoltre l'interesse dell'incontro,
organizzato dall'assessorato comunale alla cultura in collaborazione con il
servizio bibliotecario del comune, non si fermerà al dibattito sull'opera di
Musu. Nel corso della giornata, infatti, l'associazione turistica Pro Loco ha
organizzato un circuito di cantine aperte al pubblico dove si potrà degustare
il vino novello. E dopo il percorso enologico non poteva mancare una breve
esibizione del cantautore nuorese, Piero Marras, vero mattatore della giornata
interemente dedicata a lui. L'esibizione si terrà nel pomeriggio verso le ore
18. Con questa inziativa l'amministrazione comunale ha voluto intensificare le
attività culturali ma anche creare occasioni per aprire il paese ai
visitatori e valorizzare il vino Doc del Mandrolisai, il prodotto locale
sicuramente più importante.
Atzara.
Un progetto di valorizzazione con ventinove interventi per dare un volto diverso
al cuore del paese
Un piano integrato per il centro storico
Il
sindaco Luigi Todde: «Ci sono importanti risorse da recuperare»
Giovanni Maria Sedda
ATZARA. «Il centro storico conserva quel patrimonio culturale che rappresentava
il primo sviluppo della comunità». Così avvia il suo discorso al consiglio
comunale di Atzara il sindaco Luigi Todde, per illustrare i programmi che
l'amministrazione comunale intende concretizzare «per evitare che questa
risorsa disponibile perda le sue caratteristiche, al fine di rendere possibile
un riuso del centro storico, valorizzandone i suoi aspetti socio-culturali». In
sostanza si vuole realizzare un intervento, inizialmente in un'area mirata da
valorizzare, da identificare con uno studio appropriato.
Si
tratta di un intervento che è stato già avviato da anni con la realizzazione
del museo di arte moderna, proprio nella parte più suggestiva del centro
storico e diventato gioiello di architettura e di cultura. La pinacoteca si
trova nel mezzo dell'asse di collegamento fra i due quartieri storici di
"Su Frusciu" e "Bingia de josso". «Quest'asse - scrivono
gli architetti Mario Loi e Giuseppe Loche, incaricati della progettazione
dell'intervento di valorizzazione - è determinato dalle strade che dalla
pinacoteca comunale raggiungono la chiesa parrocchiale di Sant'Antioco. Nel
quartiere "Su Frusciu", dalla pinacoteca al vicino palazzo Tolu,
attraverso la via Umberto si sale verso l'austero edificio del municipio per
imboccare la via Margherita che conduce alla chiesa parrocchiale. In questo
percorso si trovano la maggior parte delle emergenze architettoniche del paese.».
E su quest'area, già ampiamente valorizzata anche con pavimentazioni in pietra,
l'amministrazione comunale intende realizzare ben 29 interventi che verranno
proposti al finanziamento dell'apposita legge regionale attraverso un piano
integrato. L'ente locale può intervenire con capitali pubblici e privati, che,
a fronte di un progetto di studio, tenda a ridare vivibilità al centro storico.
Il primo passo dello studio è stato già compiuto. Ora si procederà a
realizzare il piano integrato per il quale l'amministrazione comunale ha già
predisposto l'acquisizione di alcuni immobili di interesse storico e
architettonico. Ora si aspetterà il finanziamento che l'amministrazione
comunale solleciterà anche perchè, come dice Luigi Todde, «riconquistare
spazi che sono della storia e della cultura di un'intera comunità ha un rilievo
anche nei rapporti sociali con prospettive per un turismo esteso a più ampi
periodi dell'anno».
Atzara. Un sostegno alle classi sociali più deboli
Approvati
in consiglio
i
programmi del 2001
Giovanni Maria Sedda
ATZARA. La relazione programmatica per il 2001, discussa e approvata dal
consiglio comunale di Atzara il 29 marzo scorso tiene soprattutto conto della
classi sociali più bisognose e deboli che, trattandosi della gestione delle
finanze comunali, si allontana dalla visione degli investimenti che vanno più
di moda in un periodo in cui "gli interessi particolari prevalgono sugli
interessi collettivi". Nella sua relazione il sindaco Luigi Todde, ha
voluto subito premettere: «Siamo assolutamente contrari al liberismo selvaggio
dove la legge del più forte finisce per sopraffare i più deboli».«Promuovere
e attuare concretamente il diritto di ciascuno al lavoro - continua il sindaco -
serve a far progredire l'intera comunità, verso i traguardi sociali ed
economici, che il mondo contemporaneo oggi consente». E sulla linea di queste
riflessioni i servizi sociali del comune costituiscono il settore primario perchè
rivolto alle giovani generazioni, ai disoccupati, alle famiglie, agli anziani.
In sostanza all'intera comunità se per servizi sociali si intende «la somma di
interventi - come precisa Luigi Todde - nel settore sanitario, scolastico,
assistenziale, ricreativo, sportivo, culturale, riconsiderati tutti
unitariamente perchè tali sono le esigenze delle persone, della famiglia, della
comunità intera». Così per i minori e adolescenti si finanzieranno viaggi
d'istruzione, scambi culturali con gruppi di altre località regionali e
nazionali, e comunque, altri interventi che abbiano come principale funzione
quella della socializzazione. Per gli anziani non va garantita solo l'assistenza
ormai istituzionale, ma un servizio sociale vero e proprio, integrato da
prestazioni medico-infermieristiche, che verrà esteso, progressivamente, anche
verso altre persone non anziane, ma con problemi psichici e fisici. E siccome
sui 1347 abitanti di Atzara ben 277 sono anziani (22% della popolazione) si
rende indispensabile l'apertura della casa alloggio, già funzionale, «che dovrà
essere un importante strumento di aggregazione e sovializzazione e momento
organizzatore di assistenza per la terza età». Il bilancio prevede anche gli
interventi verso tutti gli ambiti sociali, ma resta imprescindibile il fatto che
«tutte le iniziative debbono tendere a elevare la qualità della vita
dell'intera popolazie». A questo dovranno portare il risanamento ambientale, la
pianificazione generale e la valorizzazione del centro storico, affrontati nella
relazione programmatica.
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Quando l'8 marzo
è sinonimo di solidarietà ATZARA.
Un dono per festeggiare la giornata della donna. E il dono è
rappresentato da un ricamo messo in mostra proprio l'8 marzo, nella sala
consiliare di Atzara, perchè il ricavato della vendita vada a sommarsi
alle somme raccolte con l'iniziativa dell' "Albero della vita",
innalzato a Natale nella piazza del paese, sempre per sostenere la ricerca
sul cancro. |
Torino - Il Giubileo del 2000 reca con sé, per i sardi, la particolare connotazione della fede e della spiritualità che sgorgano dalla solenne musicalità dei canti e delle preghiere isolane che - grazie alle loro armonie, frutto di sapienza antica - hanno il potere evocativo di riportare all'indietro nel tempo e nello spazio.
Cristiani da subito, i Sardi hanno evoluto una religiosità loro propria fatta di canti, come i gosos (lodi), che esprimono nella lingua locale il rapporto col divino. Al punto che, dice Battista Saiu (presidente dell'attivissimo Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella), "la nostra tradizione vanta migliaia di canti e di litanie, capaci di risvegliare e sollecitare emozioni ancestrali anche in chi è nato fuori dell'isola. Dalla culla alla tomba, lungo tutto il corso della vita, ninnidos (ninnenanne), attittidos (lamenti funebri), pregadorias (preghiere) ci accompagnano e ci ricordano - ovunque noi siamo - il legame con la nostra terra. A volte dura, a volte dolce, ma sempre e comunque "madre". Nell'anno del grande Giubileo, e suggellata dall'approvazione ecclesiastica del Vicario generale Mons. Fernando Marchi, ha visto la luce una delle più recenti fatiche editoriali del Circolo sardo che ha sede a Biella. L'opuscolo "Su rosariu cantadu", che raccoglie "Cantigos et Pregadorias" corredati da partiture musicali, sarà utilizzato dai sardi della comunità biellese durante tutto l'anno giubilare. Per l'occasione il vescovo mons. Massimo Giustetti ha incaricato don Ferdinando Gallu, nativo di Chiaramonti in provincia di Sassari, di tenere "in Limba sarda" (cioè in sardo) le meditazioni degli incontri di preghiera. Ogni mese, infatti, spiega ancora Battista Saiu (presidente del Circolo) "ci ritroveremo nella Basilica di san Sebastiano per il solenne "Rosario cantato". Le versioni melodiche adottate sono quelle di Atzara (Deus ti salvet Maria e Laudadu), e quelle di Belvì (Su Babbu nostru e Deus ti salvet Reina). Sos misterios, invece, sono nella variante oristanese, tratti dal Catechismu Brevi di mons. Giorgio Francesco Maria Del Rio, vescovo di Oristano, pubblicato nel 1922". Un nutrito gruppo di Soci e Socie ha reimparato, o addirittura scoperto, questo particolare modo di ritrovarsi per fare e vivere un aspetto significativo della cultura sarda - con forti valenze spirituali - già negli incontri preparatori, iniziati alla fine di Settembre e culminati il 28 Gennaio nel primo momento pubblico.
venerdì 16 febbraio 2001
Vittoria
dei genitori ad Atzara:
sì all'inglese nelle elementari
g.m.s.
ATZARA.
Non sempre gli scioperi sono inutili o passati di moda. Quello dei genitori e
degli alunni della scuola elementare di Atzara, con il sindaco Luigi Todde in
testa, ha conseguito i risultati sperati in pochi giorni. L'insegnamento della
lingua straniera, infatti, è stato finanziato dal provveditorato agli studi di
Nuoro, con un ammontare di 8 milioni per l'insegnamento dell'inglese.
«Un primo passo - ha commentato il sindaco Todde - per garantire pari
condizioni di vita e di studio per gli alunni delle zone interne».
Lo stato di agitazione aveva avuto inizio con la proclamazione dello sciopero da
parte dei genitori degli alunni. Il 12 febbraio avevano incrociato le braccia,
con i propri figli, davanti alla direzione della scuola per protestare «contro
l'ostinato rifiuto di impartire la lingua straniera come prescritta dalla legge
148 del 1990». Dopo aver ricordato di essere sostenuti da amministratori e
politici locali, nel documento affermavano che quel sostengo non era riuscito a
vincere «la resistenza della direzione della scuola». Inoltre, affermavano, «il
preside e il resto del consiglio si sono rifiutati di dare alcun argomento
coerente per il loro atteggiamento». Un atteggiamento che si opponeva «a un
futuro europeo anche per i nostri figli». E quella strada è stata aperta quasi
subito con lo sciopero. Il provveditore si è dimostrato più rispettoso delle
leggi e sensibile della direzione didattica.
La Nuova sardegna di domenica 26 novembre 2000, S. Barbato
Atzara, i
contributi per il computer
g.m.s.
ATZARA.
Pubblicata
la graduatoria provvisoria per gli aventi diritto al contributo regionale da un
milione per l'acquisto di un computer. Per una disponibilità di 33 milioni
hanno presentato domanda 84 cittadini. Quelli che non sono stati inseriti nella
graduatoria potranno ricorrere entro il 27 novembre. Questi i 33 ammessi con
nome e cognome, data di nascita, e nome dell'esercente la patria potestà: Mura
Gianfrancesco (25/10/87), Mura Giuseppe; Pisano Stefano (22/5/86), Tolu M.
Francesca; Manca Elisabetta (7/6/84), Manca Tomaso; Manca Giovanni (19/8/87),
Manca Antonio; Manca Eleonora (4/2/87), Manca Antonio; Demelas Giovanni
(24/1/84), Demelas Piero F.; Demelas Giovanna (24/1/87, Demelas Ottavio; Demelas
Manuela (22/8/84), Demelas Luigi; Demelas Francesca (22/4/84), Demelas Mario;
Manca Domenico (22/8/83), Manca Giov.Ignazio; Flore Marco (28/5/83), Floris
Pasqualina; Manca Silvia (14/10/78); Cossu Paolo (28/6/90), Deligia Salvina;
Demelas Giorgia (22/3/90), Cavada Silvana; Zappalà Aurora (27/11/89), Pisu Anna
Maria; Deligia Marco (1/10/89), Deligia Michele; Tolu Francesco (18/8/89), Tolu
Antioco; Muggianu Marco (15/5/89), Muggianu Pietro; Cossu Enrico (23/11/88),
Cossu Nicolò; Flore Michele (20/5/88), Flore Pietro; Melis Cristina (26/12/87),
Manca Angela; Serra Fabio (30/10/87), Serra Basilio; Serra Davide (26/1/87),
Serra Francesco; Serra Mattia (3/7/86), Serra Giovanni; Mocci Silvia (16/4/86),
Mocci Sebastiano; Patta Mauro (21/5/85), Patta Saverio; Pisu Paola (7/7/84),
Pisu Giuseppe; Demelas Gian Domenico (9/12/83), Demurtas Rita; Asoni Aldo
(18/8/83), Mura Maria; Demurtas Antonio (24/11/83), Mocci Giuseppa; Manca Paola
(30/4/83), Manca Michele; Atzori Franco (3/8/82); Demelas Valeria (25/5/82).
Un mattatoio “europeo” nella più importante azienda agrituristica del Mandrolisai - L’Unione sarda 12 Giugno 2000
Atzara Un
locale polivalente da adibire a mattatoio per l’azienda agrituristica Su
Zeminariu. Verrà costruito grazie a un finanziamento di circa 80 milioni,
concesso ai sensi della legge regionale 18/98 sull’agriturismo e sarà la
prima struttura del genere in Sardegna. Non è un caso che nasca proprio nella
prima azienda agrituristica realizzata nel Mandrolisai dalla dinamica Maria Pisu,
autentico pioniere nel settore. «L’idea di realizzare la struttura - spiega
il responsabile del comparto agrituristico dell’Ersat di Sorgono Giampiero
Zanda - è nata dall’esigenza di migliorare il sistema di macellazione e
trasformazione delle carni prodotte in azienda, nel rispetto delle direttive
comunitarie in materia di Haccp». La sigla indica una direttiva Cee sulla
tutela e sicurezza dei prodotti alimentari: risale al ’93 ed è stata recepita
dall’Italia attraverso un decreto-legge del maggio ’97. Il mattatoio-pilota
di Atzara apre, almeno così si spera, la strada verso una organizzazione più
moderna delle aziende agrituristiche. La struttura si compone di due locali: in
uno avviene la macellazione dei capi, quelli previsti per legge, e nell’altra
la preparazione e conservazione delle carni.
Attilio Loche
ATZARA.:
Premio
speciale per le cantine di Vincenzo Manca
Atzara Una sagra da ricordare. Ancora una volta il buon vino ha attirato nel piccole centro del Mandrolisai migliaia di turisti. Ad Atzara, però, il vino rappresenta da sempre anche una fonte di reddito molto importante. Su quattrocento famiglie ben centosessanta producono in media 3000 litri di vino all'anno per un totale che si aggira intorno ai 480 mila litri.
Nel
mercato dei cosiddetti vini di proprietà quello atzarese viene piazzato ad un
prezzo che va dalle 3000 alle 3500 lire a litro. Il giro d'affari si attesta
intorno al miliardo e mezzo.
«Se
tutti i produttori atzaresi conferissero le uve alla cantina sociale del
Mandrolisai - ha osservato l'enograstronomo Angelo Concas nel corso della
premiazione del concorso "La bottiglia dell'anno" - vi sarebbe un
potenziale di mezzo milione di bottiglie da immettere sui mercati più
importanti del mondo».
A
proposito del concorso "La bottiglia dell'anno" questa volta la
vittoria è andata a Vincenzo Manca, che ha avuto la meglio su Luigi Demurtas e
Sebastiano Meloni. La giuria, composta da Angelo Concas, che tra l'altro fa
parte dell'associazione italiana sommelier, dall'enologo e dal presidente della
cantina sociale di Sorgono Paolo Porcu e Tomaso Etzo, ha avuto il suo gran da
fare per riuscire a stilare una graduatoria tra gli 80 vini presentati al
concorso.
Nella
giornata di sabato era stata fatta una prima selezione, portando i migliori
dieci vini ad un ulteriore esame, effettuato nella mattinata di domenica davanti
ad un numeroso pubblico. Oltre ai tre premiati hanno ottenuto il riconoscimento
della "gran menzione" i vini proposti da Benito Pisu, Giovanni Meloni,
Luigi Perdacciu, Gabriele Manca, Sebastiano Muggianu, Raimondo Borciu, Antioco
Tolu, Antioco Flore, Antioco, Gavino e Luigi Demurtas.
«I
vini scartati - ha precisato il presidente della giuria Concas - presentavano
come gli altri un ottima base. Purtroppo abbiamo riscontrato qualche piccolo
difetto, provocato soprattutto dai recipienti in cui venivano tenuti. Sono
convinto che, con piccoli accorgimenti, già dal prossimo anno ci ritroveremo
tra i menzionati non pochi vini oggi scartati».
«Fare una graduatoria di merito assoluta - ha aggiunto l'enologo Paolo Porcu - è sempre imbarazzante, ma se ci siamo trovati in imbarazzo nella scelta significa che i vini meritevoli erano tanti». Attilio Loche